Giuseppe Amato | Artista | Progettista Nautoscopio

Nato a Palermo nel 1970, Giuseppe Amato si laurea in biologia molecolare all'Università di Pavia. Sceglie di aprire un’officina a Milano con macchinari d'epoca rilevati da un'antica falegnameria e abbandona senza rancore la ricerca universitaria per dedicarsi alla lavorazione del legno.
Da quel momento studia l'ebanisteria classica e realizza arredi originali, per coniugare lo studio delle tecniche costruttive e dei materiali con una ricerca formale propria. Negli ultimi 15 anni crea interni e mobili su misura per “La Palazzina” di Enrico Job a Brescia, Palazzo Ducrot a Roma, casa di Lina Wertmuller a Roma e l’atelier di Sori Yanagi a Tokyo. Nel 2004 disegna arredi per Umberto Angeloni per la Boutique e per la Suite Brioni al Four Seasons di via del Gesù. Negli stessi anni realizza su commissione una serie di librerie e biblioteche per archiviare preziosi volumi. Nasce così la casa di legno nell’isola di Brioni in Croazia. Ogni progetto è attento alla sostenibilità ambientale e gioca sul contrasto tra i materiali sempre presenti: legno, acciaio e ferro.
Con una vocazione per l'industrial design costruisce mobili per bambini, luci, sedute, tavoli, librerie, arredi per ufficio e per esterni, sistemi per cabine armadio e per cucine, quasi sempre pezzi unici su commissione o in edizione limitata per residenze private. Ha esposto al Salone del Mobile di Milano, ICFF a New York presso l’ADC, IDW Istanbul Design Weekend, Isetan Department Store a Tokyo, Santral Istanbul, MoMa Design Store di Tokyo, Villa Necchi Campiglio a Milano e in varie mostre collettive per Eventi collaterali di 11th Istanbul Biennal, XII Biennale Architettura. La nuova serie di architetture "Unexpected homes", edifici di legno ideati come installazioni, inaugura nel 2009 il primo prototipo Nautoscopio a Palermo, dopo la presentazione del modello in scala 1:5 nella mostra Green Energy Design curata da Interni a Milano.
I qanat o kariz sono un sistema di trasporto idrico usato per fornire una fonte affidabile d'approvvigionamento d'acqua per insediamenti umani e per l'irrigazione in ambienti caldi e aridi. Il nome viene usato talvolta come pseudonimo per identificare una progettualità sostenibile.
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Nautoscopio significa strumento a forma di nave per osservare il panorama. La struttura polisemantica del Nautoscopio in quanto sezione di un veliero sospeso a 5 metri di altezza, ospita nel suo antro e offre al pubblico conversazioni brevi come fosse uno speaker’s corner sul Parco del Foro Italico. In questo senso il Nautoscopio si popone di diventare un aggregatore di network già esistenti e un incubatore di energie creative grazie ai link con altre attività di promozione culturale presenti in città. La struttura-palcoscenico ospita seminari e conferenze originali di presentazione al pubblico con performance, monologhi e reading di prosa e poesia. Opera di architettura pubblica, interamente in legno e ferro è disegnata dal progettista Giuseppe Amato come un proscenio coperto e aperto al contempo da cui si affacciano gli eventi performativi rivolti agli ospiti e a turisti di passaggio.www.nautoscopio.tv
Disegnato da Giuseppe Amato, Nautoscopio significa:
Strumento a forma di nave per osservare il panorama.
La struttura evocante la chiglia di un veliero viene installata in area Foro Italico, con il Patrocinio non oneroso dell’Autorità Portuale di Palermo (Ing. Antonio Bevilacqua), l’Assessorato alla Cultura Turismo e Centro Storico del Comune di Palermo (Dott. Raoul Russo), l'assessorato alla Cultura del Comune di Palermo ( On. Giampieo Cannella), la Regione Siciliana, la Provincia Regionale di Palermo (On. Giovanni Avanti).
Immaginate una casa mobile ma ideata per la terraferma e un contrappeso nell’albero centrale per spostare il suo reale peso, equivalente a 9 tonnellate, con la sola forza delle braccia. Si manovra con cime e winch può girare di 360°.
Una finestra di 12 metri spalanca la visione sul mondo.
Con un piccolo sforzo per vincere l’attrito dinamico il Nautoscopio gira, mentre il baricentro è sempre in asse con l’albero portante grazie alla presenza di 2 lunghi bilancieri posti sul retro, per compensare il peso di max 10 persone e per contrastare le forze della natura impreviste. Incluso i fulmini. Le antenne di bilanciamento misurano 17 metri con un diametro di rotazione di 40 mt. Sopporta raffiche di vento di 100km/h e 1mt e mezzo di neve. Ha una superficie di 20mq calpestabili, la base é alta 1mt e mezzo con un diametro di 15mt appoggiata a terra su un terrapieno. Si entra da una botola sottostante, accanto al sollevamento dei paranchi.
Prima della serie “Unexpected Homes” progettate da Giuseppe Amato e presentata in scala 1:5 all’evento "Green Energy Design” dalla rivista Interni in occasione del Salone del Mobile di Milano 2008 (http://www.internimagazine.it/Dynamic/ListItems,intCategoryID,28,intItemID,63,intLangID,2.html) il Nautoscopio nasce come installazione di architettura pubblica e si trasforma in spazio scenico per la rete.
A cura di Raffaella Guidobono l’opera ospita al suo interno personaggi della cultura locale e internazionale per una programmazione online in broadcast streaming nel sito www.nautoscopio.tv.
L’operazione finanziata da investitori privati segue il tema Good News for the Future e intende stabilire collaborazioni con Festival, Accademie, Istituzioni e Fondazioni. Dall’interno dell’opera, sospesa a 5mt. di altezza da terra, si rappresenta sul web una selezione della scena creativa per confronti aperti, concerti, monologhi, dialoghi, performance musicali. L’evento è un’occasione per creare pubblico e contenuti in forma inedita che, postati sulle principali web community, generano altri utenti.
Le partnership innescate dalla Redazione N permettono di visionare una rassegna esclusiva in materia di ambiente, design, architettura, teatro, danza, surf skate e snow. La programmazione prevede appartenenze radicalmente agli antipodi: Luminari di biologia molecolare, Musicisti, Filosofi, Scrittori, Registi, Artisti, Poeti, Economisti invitati a raccontare la loro idea di chance per il futuro.
La casa completamente ecosostenibile viene cablata e dotata di webcam per la ripresa delle azioni e la registrazione dei suoni. La tecnologia ordina i contenuti e li veicola attraverso un sito web con la facilità di consultazione di un blog.
nautoscopio.tv aggiorna il programma degli eventi ogni mese.
In memoria dei fasti della conca d’Oro, antica culla del Mediterraneo e crocevia di infinite dominazioni, la struttura Nautoscopio prefigura l’imprescindibile sorte multietnica dell’area portuale in via di riqualificazione. Il progetto creativo proposto al demanio marittimo sorge con la volontà di amplificare il valore di Palermo, da sempre e tuttora vivaio di relazioni e network ante litteram.
L’opera si inserisce nello skyline navale del Porto e lo modifica parzialmente, è visibile dalla strada ma soprattutto dal mare (per entrare in porto si punta diritto verso il Nautoscopio) e invita a immaginare il suo significato. L’architettura contemporanea è destinata a un consumo visivo molto veloce, distratto e quasi sempre bidimensionale, come fosse una fotografia. Il Nautoscopio pulsa, parla di realtà, è ruvido e mostra tutti i suoi materiali grezzi: ferro, acciaio, cime, e betulla aeronautica, legno di rovere massello e legno iperleggero, utilizzato in passato per gli Spitfire della II GM. E’ uno spazio che contiene il vuoto e dal silenzio del suo caveau capta i segnali del presente e cerca di immaginare il futuro. Svetta sulla Marina, tra la Cala e il prato del Foro Italico, nuovo giardino pubblico affacciato sul blu oltremare, dove secoli di storia si sono sedimentati in strati differenti. Disegnato da un artista con un pool di ingegneri strutturisti, è un rifugio erasmico, un pensatoio contemporaneo con una finestra-cannocchiale che permette di godersi lo spettacolo dell’infinito.
Ogni nuovo edificio è di chi lo vive e lo custodirà in futuro. Da Palermo nasce una ricerca polisemantica di contenuti da diffondere soltanto via web per non lasciare senza racconto la collettività che si domanda a cosa serva la sezione di una nave al Foro Italico. Lo scopo del Nautoscopio a Palermo è immaginare un palcoscenico online dove attrarre multidisciplinarietà, raccontare le eccellenze siciliane meno scontate e osservare l’andamento del mondo e dei suoi margini. Il Varo del Nautoscopio porta a pensare, conversare e performare nella casa-osservatorio, captare segnali e rilanciare un dialogo, creare una rete di collaborazioni storicamente molto complicati da gestire in questa città, coacervo di culture differenti non sempre in comunicazione ma certamente non in conflitto. L’idea di un incubatore di proposte e idee da condividere permette di spaziare dal Microcredito a una Suite per violoncello solo di J.S. Bach.
L’unicità dell’elemento architettonico del Nautoscopio rappresenta dunque un monumento temporaneo e un occasione di scambio di informazioni, veicolata sul web.
La mission del progetto è ripartire dal centro del Mediterraneo e fare rete. |